Con quale frequenza deve davvero misurare un sensore di umidità del suolo?
Misurare più spesso sembra sempre meglio. Con l’umidità del suolo è il contrario: misurare con criterio invece che più spesso ti dà sensori più affidabili, batterie che durano molto di più e una rete wireless che non si intralcia da sola. In questo articolo ti spieghiamo perché, senza bisogno di conoscenze tecniche.
Il suolo è lento, ed è una buona notizia
Metti un secchio d’acqua vicino a una pianta e osserva: non succede nulla. Versalo: servono minuti perché l’acqua penetri e ore prima che l’umidità nella zona delle radici cambi in modo apprezzabile. L’umidità del suolo si muove su una scala di ore, a volte giorni. Un’ondata di caldo non prosciuga un campo nel tempo di due caffè, e un impianto a goccia non bagna il terreno in trenta secondi.
Questa lentezza è la chiave per capire quanto spesso deve misurare un sensore. Una lettura al minuto ti dà sessanta valori all’ora che dicono quasi tutti la stessa cosa. Non ottieni un quadro migliore del tuo suolo, ottieni lo stesso quadro sessanta volte.
Cosa costa davvero una misurazione
Perché dovrebbe interessarti? Perché ogni misurazione che il tuo sensore invia costa tre cose che preferiresti risparmiare.
Batteria
Un sensore di umidità del suolo wireless è quasi sempre un cosiddetto «sleeper»: passa quasi tutta la giornata in sonno profondo e si sveglia solo per misurare e inviare i suoi dati. È proprio quel momento di risveglio, con la radio accesa, a consumare energia. Un sensore che si sveglia ogni due minuti consuma circa tre volte tanto rispetto a uno che lo fa ogni cinque minuti. E questo si vede subito in quanto spesso devi cambiare le batterie.
Tempo di trasmissione
Tutti i dispositivi wireless dentro e intorno alla tua azienda condividono lo stesso etere: i tuoi sensori, il tuo wifi, i vicini, il baby monitor. Ogni misurazione inviata occupa una fetta di quello spazio condiviso. Qualche sensore che trasmette più del necessario passa inosservato; ma in una rete che cresce e in cui tutto trasmette più del necessario, i dispositivi cominciano ad aspettarsi a vicenda, ed è proprio allora che i sensori più deboli, quelli installati più lontano, sono i primi ad ammutolire.
Attenzione
Un sensore che riporta la stessa cosa mille volte al giorno non ti insegna nulla in più, ma rende più difficile individuare l’allarme che conta davvero.
Misurato nella nostra rete di test
Ridurre il traffico di messaggi inutile ha fatto la differenza tra sensori che «sparivano» regolarmente e una rete che semplicemente funziona. Non perché i sensori siano migliorati, ma perché non si intralciano più a vicenda.
Ogni cinque minuti basta e avanza
Per le decisioni di coltivazione, cioè quando irrigare, quanto, e se la tua irrigazione sta facendo il suo lavoro, una misurazione ogni cinque minuti è più che sufficiente.
Facciamo due conti: supponi di aver impostato un allarme su una soglia di siccità. Misurando ogni cinque minuti, quell’allarme arriva nel peggiore dei casi con cinque minuti di «ritardo». In un processo che dura ore, cinque minuti non sono nulla. Nessuna radice noterà la differenza.
In cambio ottieni parecchio. Rispetto a una misura ogni uno o due minuti risparmi circa dal sessanta al settanta percento del traffico di messaggi, e con esso una parte proporzionale del consumo di batteria e dell’affollamento radio. La stessa informazione, a una frazione del costo.
Quando conviene misurare più spesso
Se coltivi su terreno sabbioso molto leggero, in vasi o canaline, dove l’acqua drena rapidamente, per un certo periodo può convenire misurare più spesso. E durante la messa in funzione di un nuovo impianto a goccia è utile poter seguire tutto minuto per minuto.
Ma limitalo a quei momenti
Sono situazioni temporanee, non impostazioni per tutta la stagione. Dopo la messa in funzione torna a un intervallo più lungo: batterie e rete ne trarranno vantaggio per il resto dell’anno.
Come lo gestisce FairGrow
In FairGrow la frequenza di misurazione si regola per orto o per serra, senza che nessuno debba raggiungere i sensori con un portatile: è un’impostazione, non un intervento tecnico. Il valore predefinito è volutamente un intervallo tranquillo, e sei tu, l’agricoltore, a decidere se la tua coltura ha bisogno d’altro.
Ogni sensore giudicato con il proprio metro
Alcuni sensori inviano puntualmente un dato ogni minuto, altri escono di fabbrica con una cadenza irregolare e lunghi silenzi che per loro sono perfettamente normali. Un sistema di monitoraggio che misura tutti con lo stesso metro o lancia ogni giorno falsi allarmi per questi dispositivi oppure, peggio ancora, non si accorge di quando un sensore affidabile smette davvero di funzionare. FairGrow impara cosa è normale per ogni sensore e avvisa solo quando un dispositivo devia dal proprio schema.
Se cambi l’intervallo, le attese si adeguano
Un sensore che passa da due a cinque minuti fornirà naturalmente meno misurazioni al giorno. Non è un guasto ma la nuova normalità, e la piattaforma ne tiene conto automaticamente. Così non ricevi una raffica di allarmi per una scelta fatta da te.
Un piccolo regalo per la tua rete: la presa intelligente
Le reti di sensori wireless come Zigbee funzionano come una staffetta: i sensori a batteria dormono il più possibile, e i dispositivi alimentati dalla rete elettrica, sempre svegli, inoltrano i messaggi per conto loro. Ogni dispositivo Zigbee alimentato dalla rete elettrica lo fa automaticamente, anche se non l’avevi previsto: una presa intelligente, un motore per tende, un interruttore cablato.
Il rischio di un solo ripetitore
Se ne hai uno solo, una parte dei tuoi sensori dipende da lui: se quel dispositivo ha un problema, ammutoliscono anche loro, pur essendo perfettamente funzionanti.
Lo abbiamo visto nella pratica: un motore per tende inceppato ha trascinato nel silenzio per ore un sensore di movimento perfettamente funzionante.
La soluzione costa circa quindici euro
Inserisci una presa intelligente Zigbee certificata in una presa di corrente a metà strada. Fa due cose insieme: dà alla rete un secondo percorso, così se un ripetitore si guasta subentra l’altro, ed estende la copertura fino ai sensori più lontani.
Per il sensore nell’angolo più remoto della serra, sempre al limite della portata, una presa così fa la differenza tra un collegamento che arranca e uno che funziona e basta.
E presto: misurare al ritmo della tua coltura
Stiamo lavorando a una frequenza di misurazione che si adatta da sola a ciò che succede. Un po’ più fitta durante l’irrigazione, più rada nelle ore tranquille della notte e con il valore predefinito, parsimonioso, per il resto della giornata. La tecnologia c’è già; diventerà una funzione che allunga ancora la durata delle batterie senza farti perdere alcuna informazione.
Per l’umidità del suolo questo significa: ogni cinque minuti basta e avanza, le tue batterie durano più a lungo, la tua rete resta calma e affidabile, e non ti perdi proprio nulla. Il suolo è lento. Usalo a tuo vantaggio.
Frequenza di misurazione: domande frequenti
Mi perdo qualcosa se il mio sensore misura solo ogni cinque minuti?
No. L’umidità del suolo cambia su una scala di ore. Un allarme su una soglia di siccità arriva al massimo con cinque minuti di ritardo, ed è trascurabile per un processo che richiede ore.
Perché misurare più spesso consuma così tanta batteria in più?
Perché a consumare energia sono il risveglio e la trasmissione, non il sonno. Un sensore che si sveglia ogni due minuti consuma circa tre volte tanto rispetto a uno che lo fa ogni cinque minuti.
Posso cambiare da solo la frequenza di misurazione?
Sì. In FairGrow la frequenza di misurazione si regola per orto o per serra. Nessuno deve raggiungere i sensori con un portatile: è un’impostazione, non un intervento tecnico.
Quando conviene comunque misurare più spesso?
Su terreni sabbiosi molto leggeri, nella coltivazione in vaso o in canalina e durante la messa in funzione di un nuovo impianto a goccia. Poi torna a un intervallo più lungo: come impostazione fissa per tutta la stagione consuma batteria e tempo di trasmissione senza motivo.
Cosa c’entra una presa intelligente con i miei sensori?
Ogni dispositivo Zigbee alimentato dalla rete elettrica inoltra automaticamente i messaggi dei sensori a batteria mentre dormono. Un secondo ripetitore dà alla rete un percorso in più e una copertura maggiore. Leggi anche cos’è davvero Zigbee e perché usiamo sensori Zigbee standard.
Vuoi sapere quale frequenza di misurazione è adatta alla tua coltura?
Parlaci della tua azienda e della tua coltura: sceglieremo insieme i sensori, la frequenza di misurazione e la rete più adatti. Saremo lieti di organizzare per te un progetto pilota senza impegno.
